Riciclo pane raffermo: canederli trentini

Riciclo pane raffermo: canederli trentini

I canederli sono un piatto tipico trentino nato per il riciclo del pane raffermo. Le famiglie povere oltre a non sprecare potevano creare sapori nuovi con il poco che avevano e utilizzare al meglio gli avanzi.

La parola canederli deriva dal tedesco “knot” cioè grumo (o nodo), in Trentino Alto Adige li chiamano Knodel, in italiano si potrebbe tradurre in gnocco.

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Sono delle sfere di pane condito con altri ingredienti proprio per recuperarlo e dargli una nuova veste. Il pane raffermo non è buono da mangiare da solo.

I canederli alla tirolese (cioè del Sud Tirolo) o alla trentina sono un piatto ricco in cui il pane si sposa con uova e luganega, un salame stagionato trentino, oppure allo speck.

Mia nonna, originaria della Val di Fiemme, cucinava i canederli con il salame stagionato che chiamava luganega, pepato e saporito, che dava a questo piatto un sapore unico e ricco, ma a seconda della zona vengono utilizzati ingredienti differenti.

In origine, anche se la ricetta era di base a stessa, poteva essere cambiata a seconda di ciò che la famiglia aveva a disposizione.

Ecco la ricetta per i canederli trentini della nonna per quattro persone occorrono:

  1. 200 gr di pane raffermo. Mia nonna e mio padre sostengono che con il pane delle valli trentine i canederli vengono più buoni, ma noi non possiamo certo andare a comperarlo lassù solo per preparare dei buoni canederli, giusto? quindi ci accontentiamo nel nostro pane locale.
  2. 100 gr di luganega o salame stagionato trentino, in alternativa 100 gr di speck,
  3. 35/40 gr di farina bianca,
  4. 30 gr di burro,
  5. 2 uova
  6. 150 ml latte
  7. brodo di carne, circa due litri,
  8. noce moscata,
  9. prezzemolo,
  10. pepe
  11. olio
  12. sale quanto basta.

Come prima cosa dovete tagliare a dadini il pane raffermo. Mettetevi su un asse di legno da cucina e, se volete evitare di sporcare e mandare briciole dappertutto, posizionatevi o sopra il lavello oppure sopra ad uno strofinaccio.

Sbattete le uova insieme al latte, ad un pizzico di sale e pepe e poi aggiungete questo composto al pane. Amalgamate e fate riposare per un paio d’ore, o fino a quanto sarà diventato morbido.

Mentre aspettate tagliuzzate a cubetti anche la luganega (o lo speck) e fatela soffriggere in cipolla e burro. Quando il pane sarà pronto unite i pezzettini di luganeva al composto e mescolate aggiungendo la noce moscata e il prezzemolo.

Sporcatevi le mani di farina e formate delle palle non troppo grosse, poi fatele rotolare nella farina. Quando saranno tutti pronti immergeteli nel brodo di carne che avrete preparato e lasciateli cuocere per almeno quindici minuti.

Si servono in brodo, ma potete anche presentarli in una versione asciutta. In questo caso preparate del burro fuso alla salvia, disponete i canederli su un piatto e conditeli con il burro e salvia, poi spolverate con del parmigiano reggiano o del grana padano oppure del grana trentino.

Sono un piatto che si mangia in inverno o in autunno, meno comune in primavera ed estate. Sono molto sostanziosi e riempiono considerate che in media si mangiano tre canederli a testa.

Buon appetito con Arte del Riciclo a tavola.

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Marina Galatioto

Marina Galatioto, scrittrice, giornalista, blogger, ghost writer, sceneggiatrice. Collabora con le maggiori riviste femminili per le quali scrive racconti e romanzi e con diverse testate online.

Marina Galatioto ha 90 articoli e più. Guarda tutti gli articoli di Marina Galatioto

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